Armonia

Se a riguardo dell’ enogastronomia sono ignorante, nei confronti della musica sono troglodita. Intendiamoci. Conosco le note. Ho una cultura musicale sopra la media. Suono 6 strumenti (il piano, il piano elettronico, l’ organo, il flauto dolce, il campanello ed il piano di un mio zio :)). Ma pur sempre troglodita sono.

Apprezzo sempre di più i legami fra musica ed enogastronomia. Sia sotto il profilo storico, ma soprattutto sotto il profilo emozionale e di esperienza dei sensi.

Mi piacciono i legami fra musica ed enogastronomia. Le affinità sono sorprendenti.

Quando penso al cibo ed al vino, penso al mio approccio alla musica.

Ho iniziato a suonare da adulto. Seriamente dopo la laurea. Non si può parlare della musica, senza parlare degli strumenti. Come pure del cibo, senza il cibo e del vino, senza i vini.

Degustare è come ascoltare. Il gusto, come l’ udito.

Lo strumento che preferisco è il piano. Il più semplice e complesso contemporaneamente. Per fare uscire una nota non bisogna sapere di pece ed entrare in empatia con la corda.

Cibo, vino e musica. Quale appassionante similitudine.

Suonare un pianoforte elettronico, un pianoforte a muro ed uno a coda.

Provate ad ascoltare con attenzione questi tre strumenti. All’ apparenza il suono è identico. Ma con attenzione, passando dal pianoforte elettrico al coda è un crescendo di emozioni, di armoniche di dettagli, di sensazioni sempre più piene.

Che delizia si apre all’ ascolto percependo le armoniche superiori. Quei difetti se vogliamo della purezza della nota. Ma quale magia aprono all’ ascolto.

Ogni vino è uguale all’ altro, se analizziamo la fondamentale. Ma quale ricchezza si apre alle armoniche del gusto, quel piacere della persistenza, quei sentori che arrivano non subito, ma facendo aprire il gusto in bocca.

NO. Un pianoforte elettrico ed uno a coda non si differenziano per il volume. Ma per la ricchezza espressiva. Per quel particolare costruttivo o quel legno usato, che mettono in risonanza le armoniche e ci concedono un tripudio di sensazioni all’ orecchio.

Se vogliamo sensazioni forti è come sentire una partenza di formula Uno. Quei rumori così forti che si fondono in una esplosione di suono talmente potente da aumentare il battito cardiaco solo per la forza del suono.

Sono i particolari inseriti in un contesto armonico che definiscono unica l’ esperienza sensoriale. Quei particolari ai quali non riuscirete più a fare a meno e che legano la sensazione alle memoria e quindi al desiderio di rivivere un’ esperienza.

“Lo stomaco è il direttore che dirige la grande orchestra delle nostre passioni”

Diceva chi di musica se ne intendeva davvero.

Ma in realtà è il cervello il centro di tutto. Alla nostra mente piace giocare con le nostre sensazioni. Ne viene stimolata e la variabilità e la ricchezza degli stimoli, fa la differenza.

L’ armonia e le armoniche, sono la guida per ogni esperienza sensoriale.

Nel cibo e nel vino è uguale alla musica. La ricchezza dello spettro degustativo, ci pone di fronte ad esperienze nuove.

Nella musica ci colpisce anche il timbro. Quella particolare evoluzione specifica di ogni strumento ,che deriva dall’ attacco e dall’ evoluzione successiva. Così, nel gusto, esiste un timbro che è dato dall’ evoluzione della sensazione nel corso del tempo. Con una ricchezza ancora più espressiva rispetto all’ orecchio, per le potenzialità date dalla fusione di esperienze olfattive e di gusto.

Ma una sinfonia non è la pura sequenza di note. Così l’ esperienza di una cena non si può ridurre alla successione delle portate.

E’ facile dire che non possiamo degustare un Barolo e poi successivamente un Prosecco. Stonerebbe. Ma in realtà è tutto fisicamente riconducibile alla dinamica fisica del nostro corpo. Così come le note forti stancano l’ orecchio e producono calo di sensibilità, così nel gusto non è possibile dare continuità all’ esperienza senza produrre insensibilità.

Quante cose ci sfuggono della nostra fisicità. Quel cuoco che sappia dosare al meglio l’ orchestra di sapori e sia in grado di alternare l’ adagio, il pianissimo, il forte, il fortissimo, in modo da rispondere alle capacità fisica del nostro olfatto e del nostro palato e contemporaneamente sappia stimolare la nostra mente, non è forse un genio ? Al pari di Bach o Mozart.

Ritengo che Musica, Cibo e Vino, abbiano molte più affinità di quanto pensiamo e crediamo.

E’ bello suonare il piano elettronico e spesso è anche molto più comodo. Diventa bello assaporare le differenze ed allenare la mente all’ ascolto. Diventa ancora più bello dedicare quei momenti rari quando possiamo accedere ad un pianoforte a coda.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...