Archivio mensile:aprile 2014

Ca’ dei Frati Brolettino Lugana 2013

Ieri ho provato questo vino. Contesto easy, mezza bottiglia.

Sono rimasto colpito dalla qualità e gradevolezza.

Vino poco strutturato, ma persistente. Molto fruttato, ma non accondiscendente.

Molto facile ma non banale. Profumato ma non fatto solo per piacere.

Come sapete io sono molto ignorante di vini e molto illogico nella scelta.

Se volete bere senza spendere troppo, un vino che consiglio.

http://www.xtrawine.com/vino/Ca-dei-Frati-Brolettino-Lugana-2012/4664

 

Sociologia del Vinitaly.

Riprendendo dall’ “Elogio dell’ invecchiamento” di Andrea Scanzi.

L’ umanità del Vinitaly (ed io dico forse del vino) si divide in:

Sputatori. Chi degusta, nelle fiere, non deglutisce il vino. Lo sputa…

Teatrali. Sono i sommelier, veri o presunti, giornalisti e no, che degustano non per degustare ma per farsi vedere mentre degustano…

Viniveristi. Vanno al Vinitaly con l’ aria del savonaroliano che monda il mondo. Degustano con aria prima guardinga e poi schifata tutto ciò che reputano, dall’alto della loro fermissima opera evangelica, vino industriale e americanizzato…

Selvaggi. Quelli che si imbucano alle fiere perché si beve gratis, confondendo il Vinitaly con la sagra del Chianti a Greve…

Quellicheodianolais. Gli autodidatti per i quali quelli dell’ Ais, o di altre entità parallele e derivate, sono subumani che se la tirano e recitano il rosario scolastico della Buona Degustazione senza capire il vino. Odiano il sommelier, ancor più se ha fatto carriera, con una ferocia che ho visto solo nei pitbull addestrati per uccidere.

Quellichesannotuttoloro. Stirpe composita, trasversale, numerosa. Neodiplomati sommelier, novizi folgorati sulla via del Merlot, teledipendenti di “Gusto”, lettori avidi del Gambero Rosso…

Cinquegrappolisti. Hanno letto le guide dei vini senza aver mai visto una puntata di “Report”. Hanno eroicamente rinunciato al libero arbitrio…

I pin-up del vino. Venditori e affabulatori messi li per recitare a memoria quello che i produttori gli hanno detto di dire. Ti diranno che l’ Erbaluce è erbaceo, che un Barolo è speziato…

Gravneriani. Quelli che, come Gravner, fanno il bianco con il mosto a lungo, anzi lunghissimo, contatto con le fecce… Sono il re dell’ eccentrico…

Concentratori. Quelli per i quali il vino o sembra inchiostro o è buono al massimo come colluttorio.

Acetati. Quelli per i quali il vino deve avere un’acidità spiccatissima, cioè deve far molto salivare.

Famolostranisti. Quelli che, alle degustazioni, comparate, eleggono a miglior vino quello che ha il profumo più strano, chiara dimostrazione di attitudine contadina e proletaria.

No-barriquisti. Quelli che, se un vino ha fatto barrique, che se lo bevano gli altri.

Sassicaisti. Quelli che, se un vino non sta almeno duecento euro, l’è roba da comunisti.

Autoctonisti. Quelli per i quali più un vino è di nicchia, più è buono. Non è che lo pensino sul serio: si impongono di pensarlo. Nessuno, sotto giuramento, baratterebbe un bordolese con una vitovska.

Appassionati. Quelli che imparano.

Giornalosti. Quelli Imparati.

Scanzi dipinge molto bene il mondo del vino. Pennellate rapidi ma efficaci. Vedendo da dentro, con il distacco del nuovo arrivato, mi ritrovo in alcuni personaggi.

Mi piace spaziare in libertà ed essere ognuno di quelli. In particolare credo di essere un po’ Famolostranista (e questo evidenzia la mia anima di sinistra), ma il vino che mi ha trasmesso una versa emozione è il Sassicaia e quindi forse sono anche un po’ Sassicaista (il che evidenzia la mia anima di destra). Mi stupisce, ma non più di tanto, di appartenere a due categorie antitetiche.

In realtà tutto questo evidenzia che la libertà ed il dubbio, sono il fondo per trovare la verità. Anche nel vino. Perché sopra tutto sta la conoscenza e non la convinzione.

Ἐν οἴνῳ ἀλήθεια

 

 

 

Windows XP va in pensione. E cosa c’entra il vino ?

Windows XP, il sistema operativo forse più famoso e diffuso va in pensione. L’ innovazione non si ferma. Ed è inutile guardare il passato.

windows_xp_bliss-wide

Con lui va in pensione forse una delle immagini più famose della storia. Quello che diamo per scontato e diventa famigliare non ci fa riflettere e non ci soffermiamo a guardarne le origini, le storie, i significati.

Recentemente è stata ripresa da Microsoft la storia della foto con un filmato che spiega l’ origine della foto. Alcuni minuti in cui il fotografo spiega il momento magico. La trasformazione da semplice immagine ad icona, negando l’ utilizzo di manipolazioni sulla fotografia.

La foto più vista di sempre: svelata la storia del desktop di Xp

Ogni cosa può essere vista sotto diverse angolazioni.

A me impressionano i sottili legami ed intrecci fra tutto quello che ci circonda e la storia del vino. Napa Valley. L’ immagine è meno poetica. Forse meno affascinante. Ma esiste un filo che fa riapparire il vino molto più spesso di quanto noi stessi possiamo immaginare.

La foto più vista di sempre: svelata la storia del desktop di Xp