Archivio mensile:giugno 2014

Forza Italia. Forza Andrea Pirlo

Andrea Pirlo è sicuramente una colonna per la nostra nazionale. Chi segue le partite degli azzurri, conosce l’ importanza di Pirlo nella visione tattica e strategica del gioco.

Pirlo è l’esempio tangibile che è sempre meglio pensare che solo correre. E che il calcio (anche quello moderno) è ancora uno sport di abilità e non solo di corsa.

Andrea Pirlo Euro 2012 vs England 01.jpg

Non tutti forse sanno, che il pirlo è una bevanda alcolica bresciana. http://it.wikipedia.org/wiki/Pirlo

Il pirlo è una bevanda alcolica, solitamente consumata come aperitivo, di origine e consumo bresciano.

È a base di vino bianco frizzante, campari e seltz. La moda dell’happy hour ha introdotto anche l’uso dell’Aperol (molto meno alcolico e complesso) in luogo del Campari. Viene servito in un bicchiere con stelo alto dalla forma tipica a palloncino.

È il tipico e tradizionale aperitivo di Brescia, molto simile allo spritz Veneto.

Ma Pirlo è anche un produttore di vini. La sua cantina è la Pratum Coller (http://www.pratumcoller.it/pages/home)

Non conosco i suoi vini e quindi non posso esprimere un giudizio.

Quello che posso dire è che percepisco un amore autentico per la sua terra. Questo è testimoniato non solo dalle parole, ma a mio parere dal fatto che non si vuole marketizzare (brutta parola che però rende il concetto) l’immagine del giocatore, ma solo i vini.

Una spiegazione del concetto, lo potete trovare in questo articolo non proprio recente (http://divini.corriere.it/2012/09/29/pirlo-il-vignaiolo-silenzioso-che-batte-messi/)

L’ immagine non svuota il prodotto ed anzi a volte ne costituisce parte integrante, ma il prodotto non deve essere solo immagine.

Mi viene voglio di provare il Nitor, per dare un giudizio più ampio e circostanziato.

Il legame con il territorio è uno dei valori da preservare.

NITOR 2011
Ottenuto da uve di Trebbiano di Lugana, ha il colore dell’oro e dell’uva perfettamente matura. Abbiamo voluto un nome che richiamasse il nitore, la delicatezza. il profumo di un legame rotondo con la terra, capace di dare latte e miele.
Ricco esempio di bianco sapido e integro, ampio e suadente.
Colore intenso, profumi tipici della varietà trebiano di lugana, non irruenti ma netti e complessi, gusto pieno dovuto alla raccolta del frutto a maturità avanzata, ma non appassito. Sostiene abbinamenti a piatti saporiti ed intensi.
Vigne ed Uve: anViti di trent’anni, Trebbiano di Lugana
Vendemmia: La raccolta avviene a maturazione avanzata per garantire pienezza e complessità, capacità di affinamento e sviluppo di profumi secondari. Nonostante ciò l’acidità si mantiene adeguata grazie all’età delle vigne, permettendo di ottenere un vino sapido ed equilibrato
Vinificazione: Breve macerazione delle bucce in pressa, a bassa temperatura e con ridotta presenza di ossigeno per salvaguardarne i profumi del Trebbiano di Lugana, che tipicamente non sono abbondanti. Successiva fermentazione lenta, lungo affinamento sulle fecce fini, imbottigliamento nel massimo rispetto del’integrità del vino, senza forzature nella stabilizzazione o filtrazione.
Caratteristiche Organolettiche: Colore Giallo intenso con riflessi dorati. Profumi ampi di miele e frutta matura e tropicale, nocciole e spezie fresche. Alla degustazione si rivela sapido, ricco, strutturato, persistente. Avvolgente e vellutato ma senza essere morbido nè dolce.
Servizio ed abbinamento: Servire abbastanza fresco, a 14-16 ° C.
Vino ricco, si abbina a molti piatti con pesce, uova e carni bianche, anche elaborati, saporiti e speziati, oppure ad alcuni salumi dal gusto deciso e ad alcuni formaggi di buon corpo. Particolarmente adatto all’abbinamento acon crostacei e frutti di mare
Provenienza :ITALIA
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Degustazione alla pompa di benzina Shell

Ho provato un Riesling. Non mi chiedete quale, da dove, come. In realtà lo so, ma quando si parla direttamente è preferibile non indicare questo o quello. Per rispetto.

Benzene aromatico puro. Kerosene sgradevole. Non è la prima volta che bevo un Riesling. Ma oggi è diverso. Vengo proiettato direttamente all’ imboccatura del TIR con il bocchettone della nafta che scorre a litri.

Cerchi su Internet e ritrovi che è il pregio. Poi ricerchi e trovi che è il difetto. Poi ricerchi e ritrovi il pregio.

Mi viene in mente Scanzi e i Famolostranisti. Mi ritrovo usualmente. Ma questo è troppo.

Non ho nulla contro il petrolio. L’ odore di benzina è gradevole. Anche se l’ evoluzione dell’ odore di benzina ha seguito la storia degli additivi, andando quindi a snaturarsi ed a diventare più sgraziato e sgradevole.

E’ cosi il vino. Una cosa viva. Poche persone sanno esattamente quale sentore dovrebbe avere quella bottiglia di quel produttore di quella annata.

Tutto il resto è invenzione, improvvisazione, approssimazione.

Diffidate da chi vi dice di conoscere molto bene il vino. O è troppo avanti, o è troppo indietro.

Diffidate dagli snob del vino, che se non capisci il kerosene, allora sei alle elementari.

Per scatenare una affinità, ci sono poche occasioni. Sprecate quelle, si entra nella distonia.

Non credo che però riuscirò a trovare benzeni aromatici, di mio gradimento.

 

Sócrates Brasileiro Sampaio de Souza Vieira de Oliveira

Poco lega Socrates al vino. Se non due aspetti. Il primo è che Socrates è morto di disturbi legati all’ alcolismo. Birra, alcol, ma anche vino. E questo non aiuta un blog dedicato al vino. Il secondo è che il suo nome deriva dalla Grecia, nella quale la connessione fra filosofia e vino è complessa e profonda.

Socrates

Ma vorrei delineare un collegamento. Fra Socrates, la forte personalità ed un vino di personalità.

Socrates è stato un innovatore. Ha vissuto in pieno la parte politica del suo paese, in momenti fondamentali per la democrazia brasiliana. Difficile dire l’ intensità del suo contributo. Non sono uno storico. Ricordo il suo gioco nel mondiale del 1982.

Ma la personalità è quella parte che non si improvvisa. Non si improvvisa con il marketing. Non si costruisce a tavolino.

Si può essere allineati o non allineati con questa o quella personalità. Può piacere o non piacere lo stile di vita. Può piacere o non piacere quel gusto, quell’ odore, quella sensazione.

Ma la personalità, anche nel vino, è una caratteristica che differenzia un vino prodotto, da un vino storia ed emozione. CI cambia da consumatori a pensatori.

Se solo si avesse un misuratore di personalità, sarebbe tutto più facile.

Invece ci dobbiamo accontentare di sperare di esserne colpiti. Perché la personalità è dentro di noi e se la sappiamo cogliere vuol dire che abbiamo fatto un passo avanti nel nostro percorso.

Un medico calciatore è già una rarità. Un calciatore politico è addirittura un fatto unico.

Si dice che se ne vanno via presto sempre i migliori. Forse è solo una frase consolatoria. Ma la personalità spesso si accompagna con la contraddizione e con la vita conflittuale.

Chissà cosa vuol dire nel vino tutto ciò ?

 

 

A volte bisogna fidarsi. Emozione

L’ olio è uno dei prodotti della nostra terra. Ha molte affinità con il vino.

 

 

 

Olivo contorto

L’ olivo ha un valore non solo naturalistico, ma anche una forza estetica prorompente. E’ l’ equilibro fra natura e capacità dell’ uomo di entrare in relazione con gli elementi che lo circondano.

L’ olio è una componente integrante della nostra cultura e del nostro cibo.

L’olio si può degustare, come il vino.

Riportiamo una pagina che descrive quali sono gli elementi caratterizzanti di una degustazione di olio. Articolo tecnico ma anche molto semplice.

http://www.academiabarilla.it/italian-food-academy/consigli-gourmet/come-degustare-olio-extra-vergine.aspx

Ho assaggiato in questi giorni l’ olio Decimi.

Immagine di Olio extra-vergine di oliva Emozione da una sapiente selezione di diversi cultivar

L’ olio denominato Emozione (http://www.xtragourmet.com/it/decimi-migliore-olio-oliva-2014-gambero-rosso) ha quelle caratteristiche di equilibrio, personalità, energia.

Usualmente non mi soffermo sulle caratteristiche di un olio. Ma sono stato molto colpito dall’ olio Decimi.

Molto facile salire sul carro del vincitore. Ma devo dire che il Decimi è un olio che sa catturare l’ attenzione. Da dosare. Non invadente. Ma ti accompagna con personalità e discrezione nelle degustazioni.

Di olio, conosco poco. Ma sono rimasto colpito.

Il pane pugliese  è un degno compare di questo prezioso olio. Semplicità che permette una degustazione da re.

La globalizzazione sta producendo una omologazione dei sapori, degli odori, delle degustazioni. Molte delle essenze più diffuse sono prodotte a laboratorio con procedimenti chimici.

Anche nel gusto è necessario che recuperiamo un più autentico rapporto con la natura. Non natura come espressione di un ritorno inconsapevole ad un fantomatico passato che mai è esistito, ma natura come espressione di una diversità biologica che l’ uomo non potrà mai raggiungere. I prodotti di sintesi, come pure le bioingegnerie, introducono elementi di semplificazione ed alterazione che sono pericolosi e potenzialmente distruttivi. Il problema non è la chimica, o la bioingegneria, ma molto di più è l’ omologazione culturale che dobbiamo temere.

Elogio dell’ imperfezione.

 

 

Teoria e Pratica della degustazione

Come sa chi legge il blog, io propongo la libertà assoluta nell’ approccio al vino. Anarchia Enologica. Anarchia non nella interpretazione comune del significato, Ma anarchia come sistema di autodeterminazione delle regole del vino.

E’ bene conoscere i criteri che si pongono alla base dei giudizi sui vini.

Luca Maroni è uno dei più stimati professionisti del vino. Anche Xtrawine, per esempio, usa i giudizi di Luca Maroni, come parametro di identificazione delle proprie schede (per esempio http://www.xtrawine.com/vino/Ceci-Otello-Nero-di-Lambrusco/337).

Riporto quindi una piccola guida ai criteri di valutazione adottati da Luca Maroni.

http://www.lucamaroni.com/ita/download/il_metodo_ita.pdf

Naturalmente questo è un sunto basato su considerazioni formali adottate dall’ autore Luca Maroni.

Come ogni metodo si adatta a considerazioni di gusto, di forma e di sostanza.

L’ importante di un metodo è la sua descrizione formale e quindi la sua riproducibilità, confrontabilità e verificabilità.

ll metodo di Luca Maroni si avvicina molto a quello scientifico, anche se dobbiamo ricordare che quando si parla di gusto si parla di estetica e quindi da un approccio oggettivo, si deve necessariamente passare ad un approccio soggettivo.

Le guide sono quindi un valido supporto alla nostra cultura ed al nostro viaggio. Ma non sono la Verità. Ma una opinione ben documentata.

La verità la stiamo prendendo e quando è quasi presa, sfugge e diventa dubbio.

Enoillogicamente, mi voglio soffermare su un punto, che quasi sembra non essere collegato al vino. Ma contiene tante considerazioni su ogni cosa della nostra vita.

* Un assioma è un principio enunciato la cui validità non è possibile dimostrare giacché vero per la propria auto-evidenza.

In realtà un assioma non è vero per la propria auto-evidenza. Se si approfondiscono i sistemi formali (fino alle considerazioni ed ai lavori di Godel) si apprende che gli assiomi non sono auto-evidenti, ma considerazioni a priori e quindi non dimostrabili.

La matematica Euclidea (basata sull’ assioma delle rete parallele) è stata affiancata dalle geometrie non euclidee, come per esempio le geometrie iperboliche. Dal vero a priori si passa al vero in quanto costruzione di un sistema formale.

Ed addirittura bisognerebbe scendere nelle differenze fra matematica e logica a riguardo di assiomi e postulati.

Tutto questo cosa c’ entra con il vino ?

Forse nulla. O forse tutto. Quando si passa dalla verità discorsiva alla verità logica e matematica, vengono fuori delle grosse sorprese.

E molto di quello che consideriamo vero, non è altro che frutto di convenzioni o convinzioni.

Le guide sono quindi un punto di partenza e mai di arrivo.

Vi lascio con l’ ultima considerazione.

Kurt Godel, uno dei più grandi logici e matematici della storia :

Muore praticamente da suicida il 14 gennaio 1978 per inedia, cioè lasciandosi uccidere dalla fame, a causa dei disturbi ipocondriaci di cui soffriva che lo portavano a non mangiare per paura di essere avvelenato.

Una morte che si può definire Illogica.

Festa della Repubblica.

Oggi, 2 Giugno, è la festa della Repubblica.

Il 2 ed il 3 Giugno del 1946, si tenne il referendum su Monarchia e Repubblica. Sappiamo come è andata.

Al di là della retorica Patria, è necessario interrogarsi nel rapporto fra Patria, nazionalismo protezionismo.

Il discorso è molto complesso e ramificato ed in questo caso voglio fermarmi alla prima interpretazione. Quella più semplice. La valorizzazione del proprio territorio.

http://www.huffingtonpost.it/michele-anzaldi/la-frammentazione-del-made-in-italy-e-la-battaglia-del-vino-italiano_b_5111246.html

La buona notizia è che il fatturato di vino e spumanti italiani è cresciuto del 3% e ha raggiunto nel 2013 il valore record di 9,3 miliardi, questo soprattutto grazie esportazioni che per la prima volta hanno superato i 5 miliardi (+7%). Seppur positivi, questi numeri nascondono la cattiva notizia: se è vero infatti che il fatturato estero è aumentato, contemporaneamente è sensibilmente diminuito il volume delle spedizioni, che ha subito una flessione del 4,4%. In un’analisi fatta nel corso del Vinitaly a Verona, è emerso che, dietro questo calo, c’è una sorta di percorso a ostacoli a livello internazionale che oscilla tra vincoli burocratici e intricate questioni sanitarie; per non parlare dei dazi, che in mercati come quello dell’India sono pari al 150% del valore del prodotto.

 

Come scriveva con sorprendente modernità Charles-Louis de Montesquieu nel 1748 “La storia del commercio è quella della comunicazione dei popoli”

In Italia siamo capaci di grandi cose. Ma stiamo perdendo (abbiamo perso) la capacità di tutelare il nostro territorio ed i nostri valori (con la v minuscola) in una ottica più ampia di globalizzazione.

La dispersione territoriale non è preservazione del territorio, né diversificazione culturale. E’ semplicemente localismo rozzo e gretto. Miopia delle classi dirigenti politiche, incapaci di una analisi culturale che sappia dominare l’ identità con gli scenari ampi ed articolati di geopolitica, poteri economici, conservazione della natura.

Come leggere la festa del 2 di Giugno ?

Come leggere il 1 di Maggio del 2015, festa di apertura dell’ Expo di Milano ?

Alla fine, forse, vale la lettura più semplice. Il rispetto di noi stessi e degli altri. Sia in una ottica personale, ma anche in una ottica più globale e nazionale.