Archivio mensile:dicembre 2014

Abbasso la Francia. Viva la Francia. Chateauneuf du pape

Come Enoillogico sono dichiaratamente NON esterofilo. O meglio. Sono inguaribilmente Italianofilo.

Con la Francia sto maturando un senso di amore-odio.

Bisogna bere uno Chateauneuf du pape per capirlo.

Esperienza molto soggettiva. Ma è il vino forse meno (poco meno) noto fra i noti che mi rosica l’amore-odio.

Storia. Passione. Equilibrio. Eleganza.

A volte dovremmo recuperare quella spocchiosa umiltà dei francesi. O quella arroganza umile dei cittadini d’oltralpe.

Abbiamo tutto quello che hanno i francesi. A volte (non sempre) non sappiamo meritarci tutto quello che abbiamo ereditato dal passato.

E’ difficile parlare di un vino così mutevole da casa a casa. Un disciplinare molto variabile. I vitigni utilizzabili sono molto diversi.

Chateauneuf du pape

Per imparare non bisogna vergognarsi di capire lo spirito dei francesi. Copiare è ciò che fanno gli ignoranti. Carpire l’anima per costruire la propria anima è dei grandi.

Sorseggiando questo vino, potremmo capire come crescere in eleganza, ma soprattutto in equilibrio. E’ un vino forte, ma non rude. Fruttato ma non sdolcinato. Per ogni caratteristica puoi dire che il vino la possiede. Ma senza eccedere. Questo è quello che si chiama equilibrio.

E’ un vino complesso ma non complicato e contemporaneamente semplice ma non banale.

Devo capire perché fra tutti i francesi è il mio preferito. Enoillogico si direbbe.

Ho provato un Domaine du Vieux Lazaret Chateauneuf-du-Pape 2009. Un buon rapporto prezzo prestazioni. Punteggio 90/100 in Wine Advocate. Non il top di quello che esprime il territorio. Ma una bottiglia che posso definire valida.

Una bella serata. Una bella bottiglia. Questo è il vino.

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Il blog Inglese di Xtrawine

Xtrawine sta dedicandosi alla creazione di un blog sul vino in inglese.

http://blog.xtrawine.com/en

Gli articoli sono semplici e scritti da madre lingua inglesi, con esperienza nel mondo del vino.

Sono articoli semplici e forse molto essenziali e didascalici visti da un italiano.

Abbiamo molto ragionato a riguardo del taglio degli articoli. Poi abbiamo pensato che gli stranieri hanno bisogno di imparare. Hanno bisogno di semplicità e non di complessità.

La cultura italiana è raffinata, complessa, ricca di esperienze. Ma questo può disorientare chi si approccia per la prima volta alla nostra cultura.

Vogliamo valorizzare la cultura del vino ed il nostro territorio, anche in una ottica Expo 2015.

Credo che tutto questo abbia una importanza ed un significato. Dobbiamo riprendere a fare cultura nel mondo. Non parlo di leadership, parola grossa, forse senza significato.

Parlo di non arrendersi alla semplificazione ed ancora peggio alla omologazione industriale, agricola, di massa. Di parlare semplicemente della complessità.

Credo che questo sia il significato più importante dell’ Expo 2015. Quello che non vedremo all’Expo 2015 :).

Vi lascio con l’articolo sul Prosecco:

http://blog.xtrawine.com/en/2014/12/look-at-prosecco/#more-2373

 

Tignanello 2011

Il Tignanello è uno dei vini italiani più famosi.

Tignanello è la denominazione che fu data negli anni ’70 ad un nuovo vino prodotto dall’antica casa degli Antinori e che prende il nome dalla Tenuta di Tignanello, zona di produzione nel comune di San Casciano in Val di Pesa. Il toponimo Tignanello potrebbe derivare dalla divinità etruscaTinia, l’equivalente di Zeus.

Il Tignanello ha vinto prestigiosi premi internazionali ed è stato inserito più volte nella top ten internazionale di una delle riviste più autorevoli del settore, l’americana Wine Spectator. Il Tignanello, assieme a vini come il Sassicaia, l’Ornellaia, il Solaia, il Barolo, l’Amarone della Valpolicella e il Brunello di Montalcino, è uno dei vini italiani più pregiati e costosi.

Dopo il primo esperimento dal 1975 fu rimossa completamente l’uva bianca, adesso la composizione è 80% Sangiovese, 15% Cabernet Sauvignon e 5% Cabernet Franc e la gradazione di 13,50%. In pratica è stato, assieme al Sassicaia il precursore dei vini Super Tuscan che sono riusciti ad ottenere numerosi riconoscimenti in tutto il mondo.

A Natale mi piace provare grandi rossi. Mi piace conservare una bottiglia importante per un po’ di tempo e poi degustarla nelle piccole grandi occasioni. L’attesa è un requisito importante per non cadere nel puro consumismo. Ogni cosa per essere apprezzata deve essere sudata.

L’attesa non è stata ripagata. Capita. Non me la prendo.

Considero il Tignanello 2011 un vino senza emozioni. Devo dire un po’ scontato. Al naso appare molto barricato. Perfettino direi. Effettivamente un vino molto “americano”.

Il gusto non mi convince. Non mi cattura. Provo ad attendere. Ossigenazione. Attendo ancora.

Il gusto non cambia. Poca personalità. Sensazioni secondarie scarse o assenti.

Ogni considerazione, come si sa, è puramente personale.