Prosecco Brut(to) o bello è il significato delle parole.

Ci sono alcune parole che ci girano intorno. Le sentiamo pronunciare. Le risentiamo. E le sentiamo ancora.

Compriamo Prosecco Extra Dry, Spumante Brut, Prosecco Spumante Brut. Siamo tanto abituati a sentirle che ci sfugge addirittura il vero significato.

Credo che sia il caso di entrare nella definizione Brut. Pochi minuti ed il discorso diventa chiaro. Semplicemente lo Spumante è classificato in base al suo contenuto zuccherino in termini di grammi per litro. L’ Unione Europea, e togliamo un po’ di poesia, ha classificato con un regolamento (vi risparmio il riferimento) la precisa classificazione dello spumante.

Denominazione Residuozuccherino (g/l)
  • Pas dosé o Dosaggio zero (ultra secco, solo “dolcezza” originaria dell’uva)
  • Extra brut (molto secco)
  • Brut (secco)
  • Extra dry (gusto secco arrotondato da lieve nota dolce → secco/morbido)
  • Dry o Sec (abboccato che significa “appena/poco dolce”)
  • Demi sec (gusto amabile ovvero con nota dolce nettamente percebile)
  • Dolce o Doux (la dolcezza è predominante)
  • < 3
  • ≤ 6
  • < 12
  • 12-17
  • 17-32
  • 32-50
  • > 50

Classificazione Comunità europea (riferimento Wikipedia).

Il confine fra poesia e burocrazia è sempre labile. Francamente preferiamo rimandare al piacere di degustare un buon vino.

http://www.xtrawine.com/vini/cerca/prosecco

Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus.

 

Champagne Formula 1

In Xtrawine c’ è una nutrita selezione di Champagne.

http://www.xtrawine.com/vini/vino-Champagne/373

E’ interessante ripercorrere la storia dello Champagne nella Formula 1.

http://www.ansa.it/terraegusto/notizie/rubriche/vino/2014/03/17/1950-podio-F1-tradizionale-brindisi-champagne_10247505.html

Qual è l’origine dell’usanza di stappare lo champagne sul podio? La nascita della consuetudine di stappare lo champagne sul podio ha una storia affascinante. Risale al 1950 la tradizione di rendere omaggio al vincitore della F1 con una bottiglia di champagne, quando il leggendario pilota argentino Juan Manuel Fangio si vide offrire come premio per la sua vittoria a Reims del GP di Francia, una cuvée di champagne.

Fu però un caso fortuito a definire la cerimonia del podio così come oggi la conosciamo. Nel 1966 al pilota Jo Siffert, vincitore della 24 Ore di Le Mans, scoppiò il tappo della sua bottiglia di champagne, probabilmente perché surriscaldata. Tale imprevisto ebbe come risultato di annaffiare di bollicine il pubblico. L’anno dopo Dan Gurney bagnò deliberatamente la folla e dal quel momento il gesto entrò nella leggenda della Formula 1.

Con l’arrivo della legge Evin nel 1991, lo champagne viene però vietato sul podio. Nel 1997 a Magny-Cors Bernie Ecclestone decide di inviare uno dei suoi assistenti a comprare lo champagne e rintroduce la consuetudine.

L’attuale fornitore di Champagne è la Mumm. http://www.ghmumm.com/it/formula1#/it/formula1

Il sito richiede l’ età per permettere la navigazione. Un punto di attenzione verso i lettori non maggiorenni.

Esistono tante storie collegate ai podi, Formula 1, motomondiale o altro.

Per esempio, dobbiamo ricordare che l’ alcol non è universalmente accettato e ci sono culture dove  l’ alcol non è permesso.

http://www.gpupdate.net/it/notizie-f1/46702/

ll vincitore del Gran Premio del Bahrein festeggerà la vittoria sul podio con una bevanda specialmente prodotta per la prima corsa di Formula 1 in Medio Oriente.

In rispetto della cultura e delle tradizioni del Bahrein e del mondo arabo, i primi tre classificati festeggeranno non con lo champagne ma con un drink speciale formulato per l’occasione, Warrd. Si tratta di una mistura unica di frutti coltivati localmente, mescolata con acqua gazzosa, per produrre un succo con il sapore e l’aroma dell’isola.

Esistono tanti siti inutili. Forse questo per primo. Fra i più importanti, vorrei citare questo, che contiene molti aneddoti sulla Formula 1 ed il podio.

http://www.henry-thepodiumist.com/it/News/top-10-aneddoti-podio/

Rilfessioni importanti possono essere fatte sul sito, sui siti e sulla vita in generale.

http://www.henry-thepodiumist.com/it/

Per finire in bellezza, il bon ton del podio.

http://www.henry-thepodiumist.com/it/News/come-festeggiare-a-regola-darte-con-lo-champagne/

Ma attenzione.

L’ insidia è sempre dietro l’ angolo.

http://www.lastampa.it/2011/05/10/sport/formula-1/2011/champagne-sul-podio-vettel-nei-guai-ha-violato-la-legge-della-turchia-r50Z2ZPRpLI9njYx4rhd9L/pagina.html

 

E noi della terra dei motori, sappiamo bene che la velocità è sempre un rischio. :).

 

Uomo e natura. Logos e Kairos

Tema : Uomo e natura.

Svolgimento : ogni pensiero, parola, opera o omissione è troppo semplice, banale, inutile per farci comprendere chi siamo e dove siamo.

Grattacielo senza ascensore 7

Quando vedo una immagine come questa, mi viene una profonda riflessione sul rapporto fra Uomo e natura. Non voglio andare su aspetti fideistici, perché il discorso diventa molto più complesso ed articolato.

Ma il punto che voglio sollevare (e lungi da me anche semplicemente ipotizzare che risposta dare) è quello di capire quale è l’ equilibrio corretto fra antropizzazione e natura.

Mi spingo a pensare che è questo il tema principale dell’ Expo 2015 di Milano.

Il vino è il tipico equilibrio fra quello che chiamerò il gioco fra Logos e Kairos. Fra parola, opera e Kairos, tempo, inteso come tempo divino, ambiente, natura, nel suo significato più profondo.

Vino opera dell’ ingegno umano che interagisce con la natura e la modella a suo consumo, creando opere d’ arte. Antropizzazione assoluta, senza se e senza ma.

Il confine fra quello che è giusto e quello che è fuori equilibrio è sottile e particolarmente insidioso.

Non sono ambientalista estremo. Come pure sono molto scettico sulla biodinamica. Soprattutto nelle estensioni più esoteriche e massoniche di Steiner.

Non stiamo neanche parlando di gusto. Probabilmente stiamo solo parlando di un incontro. Della capacità di gestirlo e di unire tutte le parti di questo incontro.

Mi viene da pensare che è sempre questione di equilibrio. Interiore ed esteriore. Come sempre.

E per tornare alla foto. E’ un incontro riuscito ? O semplicemente un arrogante tentativo di imporre uno scempio di cemento alla costa ?

 

 « Confiteor Deo omnipotenti et vobis, fratres, quia peccavi nimis cogitatione, verbo, opere, et omissione mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. Ideo precor beatam Mariam semper Virginem, omnes Angelos et Sanctos, et vos, fratres, orare pro me ad Dominum Deum nostrum.

Misereatur nostri Omnipotens Deus et, dimissis peccatis nostris, perducat nos ad vitam aeternam. Amen. »

 

FarsiFregar m’è dolce in questo mare.

La Piccicheria de Miccoli è una delle esperienze culinarie più belle che mi è capitata negli ultimi anni.

2007-Pizzicheria De Miccoli

Leggere i giudizi su tripadvisor :

http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187902-d1972546-Reviews-or10-Pizzicheria_de_Miccoli-Siena_Tuscany.html#REVIEWS

Stupefacente che tutti i giudizi paiono veri e corrispondenti alla perfetta realtà. Tutto è possibile dire di questo posto. Eccezionale. Passate oltre. Una fregatura. L’ esperienza culinaria più stupefacente che potete avere. Entrate ed avrete l’ Italia. Con tutti i pregi e con tutti i difetti.

Perché questo, purtroppo o per fortuna siamo.

Entrate in questo luogo ed entrate come vi sentite. Ne uscirete come vorrete uscirne. Contenti o arrabbiati.

Ho speso 8 euro per un panino con la porchetta. Ho pensato come è stato bello essere fregato così.

Poi sono uscito e poi sono ritornato. Ho provato la salsiccia di cinghiale. Un perfetto equilibrio fra dolce e salato. Una perfetta sublimazione nella quale sarà impossibile riconoscere se si sta mangiando un buonissimo dolce o un perfetto salato. Gusto allo stato puro. Si trova anche in altre parti della toscana. Ma interpretare la parte del turista fregato vale il biglietto.

Un accozzaglia disordinata di salumi, di intrugli, di pane, di bibite, di vini.

Alzi gli occhi e vedi una quasi completa verticale di Sassicaia, di quasi 20 anni. Che neanche quasi in Xtrawine.

Assolutamente vietato fare foto. Ed è bello essere richiamati in maniera assolutamente sgarbata.

« Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare. »

 

 

 

 

 

Azienda Agricola Nugareto.

Scrivendo questo articolo sono un po’ rammaricato perché non ho trovato una foto che possa rendere giustizia al territorio di Nugareto. Soprattutto al tramonto, la vista di San Luca è assolutamente una poesia. Ancora di più se si pensa al territorio urbanizzato che si vede dal lato bolognese della basilica.

Trovate delle bellissime foto nel sito http://www.nugareto.it , ma consiglio veramente una visita per apprezzare l’equilibrio delle forme ed un territorio ancora intatto.

Potrei citare i vini dell’ azienda Nugareto. Il pignoletto nelle sue varie forme (http://www.xtrawine.com/vino/Nugareto-Pignoletto-Superiore-Cantastorie-2013/5068). Degustazioni, sentori, caratteristiche del vino.

Ma vi parlo di farfalle.

L’ azienda agricola Nugareto ha scelto di produrre il vino con criteri biologici. Questo alza i costi e abbassa le rese.

A volte si è portati a pensare al vino biologico come ad un modo per tutelare la propria salute. Biologico è chic. Biologico è sano. Biologico è di moda.

In realtà, semplicemente, a Nugareto si trovano farfalle rare. Molte farfalle. Con una ricca biodiversità.

Quando beviamo il vino, lo produciamo, lo pensiamo, dovremmo pensare anche alle farfalle.

Champagne. Il massimo ed il minimo.

Agli inizi di Luglio, ho partecipato ad una degustazione di champagne.

Qui troverete foto e descrizioni dei vini. (http://vitedivino.com/2014/07/05/champagne-delite-onav-bologna-02072014/).

Direi che in quanto caratteristiche, abbiamo bevuto fra i migliori Champagne disponibili.

Troverete in circolazione ogni giudizio, sentore degli champagne provati.

Ma nella serata si è parlato anche di Regione Champagne. Di territorio. Di rese. Di Business. Di libri sull’ altro champagne.

Lo champagne è uno dei fenomeni marketing e di industria più impressionanti. Quando il prodotto si trasforma in marketing, in industria, perde le sue caratteristiche e rischia di trasformarsi solo in denaro.

A riguardo, esiste un libro (ne esistono anche altri sull’ argomento) di Massimo Zanichelli. http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3784

Questioni che riguardano primariamente il pericolo di depauperamento cui va incontro questo celebre territorio vinicolo, passando da bene individuale a brand collettivo, da realtà agricola a merce di consumo retta da logiche industriali in nome di un business che prescinde dall’identità e dalla vocazione di un terroir. Cioè la fine della Champagne come dimensione umana.

all’ “agricoltura negata” delle sostanze chimiche (diserbanti, concimi di sintesi, ecc.) e dell’inquinamento dei vigneti, con conseguenze collaterali non secondarie sulla qualità dei vini  stessi (ad esempio le variazioni di densità dei mosti che a loro volta incidono sull’efficacia del perlage)

Ugualmente nella serata si sono evidenziate pratiche assolutamente aberranti che trovate descritte anche nel seguente blog su Internet (https://primobicchiere.wordpress.com/2012/04/18/champagne-il-prezzo-e-sempre-troppo-alto/)

Senza dimenticare che fino al 1999 era diffuso lo spargimento (come pseudoconcime) di rifiuti solidi urbani, quindi materie plastiche, metalli pesanti e sostanze non biodegradabili …

Dobbiamo ricordare (anche noi di www.xtrawine.com) che quando un vino perde la sua anima, rimane solo il vuoto e prima o poi, ne rimarrà solo il nulla (anche sul fronte squisitamente economico).

 

Vino è donna.

E’ iniziata una preziosa collaborazione fra PianoC e Xtrawine.

http://www.pianoc.it/blog/donne-vino/

Donne e Vino 3

Di tutto volevo riprendere questo quadro. Woman Drinking Wine, Gerard ter Borch (1617 – 1681).

Complimenti alle ragazze di PianoC che hanno trovato una immagine che rappresentasse il nostro programma dei prossimi mesi.

Si potrebbero dire molte cose su questo quadro.

Una su tutte. Il vino è uno di quei valori-prodotti, che attraversano il tempo.

Il gesto della donna nel quadro è contemporaneamente delicato ma esprime modernità. Una degustazione per il gusto, come in una enoteca contemporanea.

http://it.wikipedia.org/wiki/Gerard_ter_Borch